12 Aprile
Cristo Gesù è Risorto
Il messaggio che ha dato l'angelo alle tre donne giunte al sepolcro :” Non è qui, è risorto” è una lieta notizia che rallegra tutti i cristiani. Gesù è risorto, questo è quello in cui crediamo e il mistero su cui si fonda la nostra fede.
La pietra che chiudeva il sepolcro è stata rotolata via, il sudario riposto e il corpo non vi è più, perché Gesù ha vinto la morte, “morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello”. Non cerchiamo chi è vivo tra i morti, perchè, in questo giorno di Pasqua, Cristo è vivo in mezzo a noi.
Descrizione:
La scena presenta una grossa grotta presso cui troviamo le tre Marie che, spaventate, trovano il sepolcro aperto, senza il corpo di Cristo e nei pressi un angelo che da alle donne il lieto messaggio pasquale: “Gesù è risorto”.
Infatti il corpo di Gesù si erge vittorioso sopra la grotta, avvolto di luce ( a sottolineare le parole dell'evangelista che dice che la Luce ha vinto le tenebre della morte) e reca in mano un drappo bianco con croce rossa, simbolo della resurrezione, della vittoria sulla morte.
Etichette: immagini dai Vangeli
Un giorno di silenzio per tutta la Chiesa, in cui non viene celebrata alcuna messa, un giorno di riflessione e adorazione di Gesù Cristo morto in Croce. Uniamoci a questo silenzio, non dicendo altro, accostiamoci a questa immagine nella preghiera, pensando alle sofferenze di Cristo sulla Croce, morto per noi e per i nostri peccati.
Descrizione:
Come ci tramandano i Vangeli, prima di morire Gesù affida la madre al suo caro discepolo Giovanni che la prenderà con se, entrambi raffigurati presso la croce in atto di commozione. Compiuto questo gesto, disse le sue ultime parole: “tutto è compiuto”, poi chinò il capo e spirò.
Etichette: immagini dai Vangeli
5 Aprile, Domenica delle Palme
Gesù si reca a Gerusalemme e viene accolto da una folla esultante intorno alle mura e alla porta della città che si trovava lì per le festività pasquali. Gesù entra nella città santa salutato da canti e da inni che sono ripresi oggi da tutti noi durante la messa quando recitiamo il “Santo” dicendo: “Osanna nell'alto dei cieli, Benedetto colui che viene nel nome del Signore” e sventolando in segno di onore, palme e ulivi. Questo episodio segna l'ascesa al monte Calvario, la stessa gente che inneggia a lui, il venerdì santo lo condannerà a morte, insultandolo sulla croce. L'entrata trionfale che vive Gesù in questo giorno è solo un'anticipazione di quello che verosimilmente vivrà con la morte in croce, qui anticipata dalla presenza delle palme, tradizionale attributo del martirio.
La morte in croce, tra gli insulti e gli sputi, sarà nella resurrezione riscattata, dando a noi la speranza nella vita Eterna; si tramuta in gioia perchè con la croce Gesù ha redento il mondo intero.
Descrizione:
La scena si svolge in prossimità delle mura e della porta di Gerusalemme dalla quale escono degli uomini che inneggiano a lui, sventolando delle palme. Su di un asino, Gesù si avvicina alla città accompagnato da alcuni apostoli, tra cui Pietro che si era adoperato per il noleggio dell'animale.
Etichette: immagini dai Vangeli
Le parole del Vangelo di oggi ci rivelano attraverso la figura del chicco di grano, quale sia il destino dell'uomo. Gesù, qui rappresentato nella figura del seminatore semina il grano che siamo noi cresce forte e rigoglioso grazie all'ascolto della Parola di Dio. L'immagine resa da Gesù è molto semplice proprio per il suo semplice paragone con la vita dei campi.
A questo episodio si lega un'altra parabola con una medesima ambientazione: quella detta del seminatore di Zizzania in cui il buon seminatore compie diligentemente il suo lavoro , mentre il suo compagno, impersonificazione del demonio, già riverso a terra per la stanchezza.
Descrizione:
Anche in questo caso la scena è divisa in due e richiama le due diverse parabole sopra accennate: alla sinistra notiamo il buon seminatore intento nel suo lavoro, mentre dai campi spuntano le prime spighe di grano (simbolo questo dei figli di Dio). Dalla parte opposta, all'ombra di un albero, il seminatore stanco, reso con le sembianze del Diavolo, che riposa a terra lasciando incolto il suo terreno nel quale nascerà zizzania (simbolo dei figli del Maligno). Il buon seminatore, Gesù Cristo, si prende cura del suo raccolto, estirpando erbacce che minacciano le piante e poi si appresterà a raccoglierlo per porlo nel granaio. La zizzania che nasce nel campo del Demonio sarà invece separata del grano e verrà poi bruciata.
Etichette: immagini dai Vangeli
La scena creata dai nostri bambini si ispira alle parole del Vangelo di oggi in cui si legge : “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce”. È un passo questo che inquadra la nostra vita che si avvicina alle tenebre del peccato le quali si rischiarono solo nella luce di Cristo Risorto il giorno di Pasqua. Attorno a Gesù vi sono i bambini, in un girotondo, a richiamare un altro passo biblico in cui Cristo dice lasciate che i più piccoli vengano a me; loro, nella loro semplicità di fanciulli, sono l'esempio da seguire perchè anche noi, facendoci piccoli come i bambini possiamo giungere a Dio.
Descrizione:
La scena è divisa in due parti: a destra in una grotta dipinta di nero, a simboleggiare le tenebre, vi è il demonio presso cui vi è un serpente che richiama quello del giardino dell'Eden che ingannò Eva ed Adamo; esso vuol essere un richiamo alla natura dell'uomo come peccatore. Ma a ciò c'è rimedio percorrendo quella piccola strada che porta sopra una collina dove vi è Gesù a braccia aperte per accogliere tutta l'umanità e redimerla con il suo sacrificio sulla croce ( la posizione con le braccia aperte richiama proprio la crocifissione, atto con il quale Cristo carica su di se tutti i peccati del mondo). I bambini attorno a Gesù sono emblema della “luce del mattino”.
Etichette: immagini dai Vangeli
Questa scena è da mettersi in relazione alla grande affluenza di pellegrini a Gerusalemme all'approssimarsi della Pasqua ebraica. Nel portico del Tempio si era installato un fiorente mercato, attivo in quei giorni di festa. Come ci narra il Vangelo di Giovanni, Gesù trovò in questo luogo gente che vendeva buoi, colombe, pecore da offrire in sacrificio e alcuni banchi di cambiavalute. Cristo disgustato dalla profanazione del luogo sacro, lega assieme alcune cordicelle, facendone una frusta, e rovescia a terra i banchi dei cambiavalute ed esclama contro i venditori degli animali: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato”. Una scena rara in cui Gesù mostra la sua rabbia contro i profanatori affinché si conservi la sacralità del luogo. È un invito rivolto anche a noi per santificare la Casa del Padre, rispettare la Chiesa come fosse la nostra casa, la dimora dei fedeli assetati dell'Amore di Cristo.
Descrizione della scena:
In prossimità di un tempio reso attraverso due colonne architravate, si vedono due banchi: in uno vi si vende colombe, che, assieme ai buoi e alle pecore sullo sfondo a destra venivano usate come sacrificio, e uno dove vi è un cambiavalute con i denari da cambiare ai fedeli che giungevano al tempio. Gesù, come narra il Vangelo di oggi, fece una frusta con delle cordicelle e rovescia i banchi dei venditori, che appaiono agitati dalla presenza del Cristo e impauriti dalle sue parole. Sullo sfondo del Tempio, a dare una maggiore idea del Mercato, tessuti e ancora animali, ad evidenziare come il luogo sacro venisse trattato come un vero e proprio mercato che si nota nelle nostre città, con folle che urlavano, agitazione, imbrogli dei venditori; tutto ciò compiuto senza rispetto della casa del Padre.
Etichette: immagini dai Vangeli
La trasfigurazione sul Monte Tabor segna il punto culminante della vita pubblica di Gesù. Secondo il Vangelo che abbiamo potuto ascoltare questa domenica, Cristo prese con sé Pietro, Giacomo ed Giovanni e si trasfigurò davanti a loro. Il volto di Gesù splendeva come il sole e le vesti divennero candide come la neve. Al suo fianco apparvero Mosè ed Elia, mentre Pietro esclamò: “Come è bello Signore stare qui!” e propose costruire tre tende una per Cristo, una per Mosè e una per Elia. Ma subito una voce risuonò dal cielo dicendo la stessa frase già udita nel Battesimo di Gesù: “Questo è il mio figlio prediletto ascoltatelo” e subito i tre discepoli caddero a terra per lo spavento. Accogliamo in questa domenica l'invito che ci ha fatto Dio Padre ad ascoltare Gesù Cristo, a metterci sotto la sua protezione invocando il suo aiuto in questo periodo di quaresima per poi gioire con Lui nella Pasqua.
Descrizione della scena:
Ai piedi del monte stanno i tre discepoli gli stessi che cadranno nel sonno al momento della cattura di Gesù nell'orto degli Ulivi. Ai lati Giacomo e Giovanni mentre al centro Pietro che secondo la tradizione, fu l'unico a vedere il volto trasfigurato di Cristo e che poi ci riporta un ricordo più personale nella sua Lettera nel Nuovo Testamento. In cima al monte Tabor vi è Gesù Cristo in veste candida con le braccia spalancate a ricordo della crocefissione in croce e sospeso in aria come sarà nel momento della Resurrezione. In questa scena infatti possiamo trovare una prima testimonianza della divinità di Cristo e una prefigurazione della Pasqua e della sua ascesa ai cieli. A destra di Gesù, in veste verde, troviamo Elia che compie il gesto di aprire il rotolo con le profezie; dal lato opposto Mosè, vestito in blu, che reca in mano le tavole dei Dieci Comandamenti ricevuti sul Monte Sinai.
Etichette: immagini dai Vangeli
(1 marzo 2009)
L'evangelista Matteo (4,1-11) rispetto a Marco, narra più diffusamente delle tre tentazioni che Gesù dovette subire, da parte del diavolo, nel deserto.
Qui rappresentata vediamo la scena quando Satana, per l'ultima volta, tenta Cristo portandolo su di un alto monte e mostrando tutti i regni del mondo, gli dice: “ Tutte queste cose ti darò se, prostrandoti, mi adorerai.” Ma Gesù, con il dito puntato, gli risponde: “Vattene Satana. Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”. Questo è un invito che Gesù rivolge a tutti noi, allontanare il demonio, rendere gloria a Dio e ringraziarlo per il suo amore di padre che dimostra verso tutti noi suoi figli.
SPIEGAZIONE della scena:
Su di un monte, vestito in bianco, Gesù punta il dito verso Satana invitandolo ad andarsene. Il Diavolo con abito nero, dopo avergli promesso il Mondo intero (qui rappresentato da una piccola città murata) qualora Cristo si fosse prostrato ad adorarlo, si allontana mestamente. Cacciato Satana ecco che dal cielo giunge un angelo per servire e aiutare Gesù durante quei giorni nel deserto. In basso la città fortificata, presidiata da un soldato alla porta di entrata, è realizzata con delle piccole case rese alla maniera orientale.
Etichette: immagini dai Vangeli